La storia del Borgo dei Gatti è iniziata come un piccolo sogno di campagna, ma oggi sta assumendo i contorni di una grande realtà imprenditoriale dalle potenzialità in costante evoluzione. Gli elementi per raccontare una perfetta storia italiana c’erano tutti già nel 2020 quando il Borgo ha mosso i primi passi, e ci sono ancora oggi: l’imprenditore Luigi Brega, figlio di Golferenzo lascia in giovane età la sua provincia natale, per poi tornarci molti anni dopo con la maturità e la voglia di restituire un po’ della fortuna che il destino fuori patria gli ha concesso. Così inizia a recuperare un piccolo edificio, a ripristinare un ristorante, a riaccendere le luci de La Bütega – “non si può immaginare la rinascita di un borgo senza una bottega”, come Luigi ama ripetere –, ad acquisire immobili abbandonati riportandoli al loro splendore rurale. Case semplici, ambienti rustici, con quel fascino che piace sempre, a chiunque, perché è il fascino della verità, della terra. La dimensione del borgo è fuori dal tempo, non per moda ma per natura, ci ricorda di quando la vita non era comoda, quando ci si affidava solo alle proprie braccia per il lavoro nei campi e tra i filari, e alle proprie gambe per affrontare quelle salite di ciotoli, quando la sveglia era all’alba e al calar del sole ci si ritirava nei propri appartamenti col crepitio del camino a far da sfondo, e fuori il buio ad avvolgere tutto. Oggi il Borgo è un organismo in continua evoluzione, entro il 2026 verranno terminate 6 nuove suites, che vanno ad aggiungersi alle 9 Ca’ e ville esistenti, verranno raddoppiati gli ambienti della Adàsi Spa, e saranno creati tanti nuovi spazi comuni e servizi, ad arricchire la proposta hospitality.